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Regioni ed Enti Locali

Cgil Agrigento: “chiudere le pagine delle incompiute, avviare le opere del Patto per la Sicilia”

massimo_rasoNei giorni scorsi il Segretario Regionale della FILLEA CGIL SICILIA Franco Tarantino rilanciava il tema delle incompiute in Sicilia e del mancato avvio delle opere previste nel “patto per la Sicilia”.

All’interno di questo elenco alcune opere incompiute sono nella nostra provincia ed interessano i Comuni di Agrigento, Aragona, Calamonaci, Racalmuto.

Questo elenco – scrive il segretario della CGIL di Agrigento, Massimo Raso –, a mio avviso non è esaustivo dell’insieme delle opere incompiute della nostra provincia, vanno aggiunte le opere inserite nel “Patto per la Sicilia”, capire cosa succede nei Comuni in relazione alle opere inserite nei “piani triennali”. Ma far ripartire l’edilizia pubblica e privata è un’urgenza di questa provincia“.

Ieri, Vito Baglio, Segretario della FILLEA Agrigentina, a Montevago riepilogava i numeri della crisi del settore in questi anni della crisi da cui non usciamo: oltre 4200 lavoratori edili e oltre 700 Imprese sono stati cancellati in una provincia dove il livello della disoccupazione è più che doppio rispetto al resto del Paese.
Nei giorni scorsi Carmelo Salomone è stato riconfermato ai vertici dell’ANCE, la Categoria della Confindustria che si occupa di Edilizia, a Lui ed alla sua Associazione rinnoviamo i migliori auguri di buon lavoro.
Ma a Lui ed alle altre Associazioni Datoriali ed alla “rete” delle professioni tecniche di questa provincia ed ai Sindaci proponiamo un “patto” per far ripartire l’edilizia in questa provincia. Lo abbiamo ripetuto nei giorni scorsi incontrando il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto: non possiamo permetterci di sprecare un euro dei soldi che ci sono ed insieme dobbiamo “intercettarne” altri per avviare nuove opere, non per altra cementificazione selvaggia, ma per operare il recupero e la conservazione del costruito, per bonificare e manutenere le nostre Città, le periferie, i nostri centri storici, per migliorare la qualità della vita e dell’abitare“, conclude Raso.

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