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Politica

Comune di Agrigento, Firetto pensa alla giunta

agrigento_aula_consiliareArchiviata la pratica elezione, il neo sindaco di Agrigento Lillo Firetto sembra avere le idee abbastanza chiare sul futuro governo della città.

Come già anticipato in occasione del suo insediamento ufficiale mercoledì scorso, la tegola che pesa sul “caso Fontana” sembra essere solo ed esclusivamente una valutazione personale del presidente di Legambiente Sicilia. Messaggio che tradotto vuol significare: “caro Mimmo Fontana, togli dall’imbarazzo tutti e fai un passo indietro”. Un segnale che sembrerebbe essere recepito dallo stesso Fontana che in queste ore starebbe valutando, insieme al neo sindaco, l’opzione Claudia Casa. Insomma, per un esponente di Legambiente che esce, un altro che entra. Non tutto però sembrerebbe essere così scontato.
Confermati dunque Giovanni Amico e Beniamino Biondi; con quest’ultimo che dovrà rifiutare lo scranno di Aula Sollano per fare spazio al primo dei non eletti, Calogero Alonge.

Restano dunque in lizza altri tre posti nell’esecutivo del governo comunale. Uno, quasi sicuramente andrà alla componente che fa riferimento al deputato regionale Roberto Di Mauro. Probabili nomi quelli dei primi dei non eletti nella lista “Uniti per la città”, Giuseppe Amato (322 voti) e del cardiologo Giovanni Vaccaro (per lui 320 preferenze).

Per il Partito Democratico il nome più insistente è quello dell’ingegnere Epifanio Bellini, reduce dalla sconfitta delle primarie della grande coalizione di “Agrigento 2020” e successivamente sostenitore di Lillo Firetto.

Sul Nuovo Centrodestra del ministro Alfano resta l’incognita se affidare un posto in giunta o la presidenza del Consiglio Comunale. In quest’ultimo caso sarebbe da valutare l’ingresso dell’avvocato Tirinnocchi, nominativo più volte accostato quale vicesindaco di Firetto, e di Daniela Catalano come presidente di Aula Sollano. Per la presidenza però sembrerebbero in lizza anche uomini “d’esperienza” quali Nello Hamel e Nino Amato.

Se così non fosse Firetto potrebbe optare per l’ingresso in giunta di una sua “fedelissima” come Margherita Bruccoleri (che dovrebbe dunque dimettersi da consigliere comunale) o di Elisa Virone.

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