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Cronaca Italia

Csm: “Di Matteo rischia la vita”

pm-di-matteoIl PM Nino Di Matteo, nel corso della sua carriera, si è occupato più volte della trattativa Stato-Mafia e da qualche anno è oggetto di minacce.

Ricordiamo tutti le dichiarazione del boss Totò Riina che dal Carcere di Opera, durante l’ora di socialità nell’aprile 2013, dichiarò: “Io dissi che lo faccio finire peggio del giudice Falcone. Perché questo Di Matteo non se ne va, ci hanno chiesto di rinforzare, gli hanno rinforzato la scorta. E allora se fosse possibile ad ucciderlo, un’esecuzione come eravamo a quel tempo a Palermo“.

Visto l’intesificarsi delle minacce la Terza Commissione del Csm ha proposto al sostituto procuratore di Palermo, il trasferimento ad altra sede per ragioni di sicurezza.
Il Magistrato al momento ha risposto di attendere l’esito di alcuni concorsi (uno riguarda quello di Sostituto alla Procura Nazionale Antimafia, su cui il plenum del CSM dovrebbe deliberare oggi; e l’altro quello di Procuratore di Enna).
Se lo Stato non riesce a proteggere i servitori dello Stato come possiamo sconfiggere il fenomeno mafioso? Una richiesta del genere rappresenta la sconfitta dello Stato? A queste domande non troviamo una risposta ma sappiamo solo una cosa, che Di Matteo è la Sicilia ed i veri siciliani sono con lui.
Se la Francia ed il mondo intero ha urlato Je suis Charlie per gridare il dolore e la voglia di combattere il male, noi Siciliani siamo felici di gridare: “IU SUGNU NINO DI MATTEO”.

Dario Schembri
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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