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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: due migranti in carcere

La Polizia di Stato di Agrigento, a seguito di intensa ed articolata attività investigativa svolta presso l’Hotspot di Lampedusa, in sinergia e sotto le direttive della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, ha dato esecuzione a 2 provvedimenti di fermo indiziario di delitto nei confronti di un uomo tunisino e di un uomo egiziano, responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

A seguito dei numerosissimi sbarchi che si succedono incessanti a Lampedusa dall’inizio della stagione estiva, e nonostante le difficoltà connesse al rispetto della normativa anticovid 19, la Squadra Mobile di Agrigento è riuscita ad individuare BM. F. tunisino classe 79 e Z. M. egiziano classe 91, che in violazione delle norme previste dal Testo Unico dell’Immigrazione clandestina, trasportavano nel territorio italiano extracomunitari conducendoli dalla Tunisia verso le acque territoriali italiane, a bordo di natanti inidonei ad effettuare la traversata, procurando agli stessi l’ingresso illegale nel territorio nazionale.

L’attività d’indagine si concentrava sulla ricostruzione delle dinamiche di due sbarchi giunti a Lampedusa in data 7 Luglio.

Il primo avveniva durante la notte e contava ben 420 migranti giunti su un natante di legno della lunghezza di circa 16 metri e della larghezza di circa 4 metri, inadatto a trasportare un tale numero di persone; il secondo avveniva nel pomeriggio della medesima giornata e annoverava 49 migranti arrivati a Lampedusa a bordo di un natante in precarie condizioni di galleggiabilità.

Superate le difficoltà legate anche al timore dei migranti di riferire informazioni circa l’identificazione dei cc.dd. scafisti per paura di eventuali ritorsioni, gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a individuare compiutamente gli stessi, compendiando un quadro probatorio che ha permesso di contestare agli indagati il reato previsto e punito dall’art. 12 del Dlgs 286/98 con le aggravanti di aver procurato l’ingresso sul territorio nazionale di più di 5 persone, di averli esposti a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità e di aver agito allo scopo di trarne profitto anche indiretto.

L’esecuzione dei due provvedimenti avveniva a seguito del trasferimento dei predetti con la nave di linea da Lampedusa a Porto Empedocle.

Espletati gli adempimenti di rito i due migranti sono stati associati alla casa circondariale di Agrigento e nei giorni successivi il Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Agrigento, convalidava il provvedimento di fermo disponendo per entrambi l’applicazione della custodia cautelare in carcere.

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