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Gela, accoglienza e inclusione le parole chiave al convegno organizzato dal Kiwanis all’Istituto Mattei

kiwanis1Momenti di grande emozione all’Istituto Mattei di Gela al convegno organizzato dal Kiwanis Club sul delicato tema “Emergenza bambini migranti in Italia: dal primo soccorso all’accoglienza e all’inclusione” che si è svolto questa mattina.

Dopo i saluti del Presidente del Kiwanis Club di Gela, Maurizio Gallenti, del Dirigente Scolastico, Agata Gueli e dell’Assessore alla pubblica istruzione Licia Abela sono intervenuti Francesco Pira, Sociologo e docente di comunicazione all’Università di Messina, Antonia Maganuco, Dirigente psicologo del Consultorio 2 di Gela-Asp Caltanissetta e Margherita Chiara Ragonesi, Psicologa dell’Organizzazione italiana psicologia delle migrazioni OIPSIM e Graziana Cannadoro, avvocato. Molto toccante la testimonianza di minori non accompagnati ospiti della Comunità di Sant’Egidio. Tutte molto apprezzate le relazioni applaudite dai soci del Kiwanis presenti e dalle studentesse e dagli studenti delle terze medie del Mattei.

piraQuando parliamo di bambini migranti – ha detto nel suo intervento aprendo i lavori il sociologo Pira (in foto a destra) – abbiamo il dovere di considerarli essere umani e non numeri. Persone che spesso senza genitori o familiari approdano nelle nostre coste per fuggire dalle guerre o dalla fame e che approdano nel nostro paese per essere formati e vivere un’esistenza decente. La rappresentazione sui media e sui social delle loro storie spesso non aiuta a comprendere fino in fondo il dramma di alcune esistenze”.

Molto articolato anche l’intervento della Dirigente psicologo dell’Asp Maganuco che ha affrontato le nuove frontiere dell’assistenza sanitaria per i minori che approdano in Sicilia e che arrivano poi a Gela. “Siamo chiamati a fornire loro l’adeguata assistenza prevista dalla legge con presidi appositi”.

L’altra psicologa la giovane Margherita Chiara Ragonesi ha rilevato quanto i “minori stranieri non accompagnati possono costituire per la nostra società una vera risorsa. Ma spesso sono provati e vulnerabili”.

L’avvocato Cannadoro ha aperto il suo intervento raccontando una storia di un ragazzo africano che ha avuto come suo studente in un Istituto Superiore della città e poi si è soffermato sulla nuova legge che tutela i minori migranti.
Poi la toccante testimonianza dei ragazzi africani ospitati a Gela. In italiano, inglese e francese hanno narrato storie terribili di sofferenze e guerre.

Hanno detto che l’Italia rappresenta per loro un luogo di pace, per studiare, crescere e vivere nella legalità.

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