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Lettera aperta del poeta Lorenzo Peritore al Prefetto di Agrigento: “A Licata è emergenza igienico-sanitaria”

Il pluripremiato poeta licatese Lorenzo Peritore ha scritto una lettera aperta al Prefetto di Agrigento, dottoressa Maria Rita Cocciufa, in cui racconta la tragica situazione igienico-sanitaria della sua città ormai in stato di degrado e abbandono. L’appello: “per favore intervenga Prefetta, Licata sta morendo”.

Ecco il testo della lettera:

“Eccellentissima Signora Prefetta, chi le scrive è Lorenzo Peritore, un cittadino licatese. Licata è una città bellissima che amo e che mi appartiene. A Licata ci sono nato, ci sono cresciuto, ci ho studiato, ci ho lavorato, ci ho messo su famiglia, ci ho vissuto e continuo a viverci ancora. Continuo a viverci nonostante le condizioni di vivibilità siano venute meno e non ci siano assolutamente più. Lo stato di disagio, di degrado, di abbandono, di trasandatezza, di trascuratezza e di sporcizia che si registra oggi nella mia città, ha raggiunto livelli ormai insopportabili e ingiustificabili. Anche dal punto di vista igienico/sanitario la situazione è gravissima. La spazzatura e le sporcizie di ogni genere sono ovunque e altrettanto le discariche abusive a cielo aperto. Le strade non esistono più in quanto in metri quadri, l’area delle buche è superiore a quella dell’asfalto che è rimasto sul manto stradale. I cani randagi non si contano più e anche i bisogni che questi rilasciano sulle strade e sui marciapiedi, non si possono quantificare. L’erba che cresce spontanea su tutte le strade e su tutti i marciapiedi, sia in centro che in periferia, ha raggiunto altezze che sono un serio pericolo per la visibilità e per la viabilità dei mezzi. Queste erbacce, in alcune zone, hanno ricoperto e cancellato completamente un innumerevole numero di marciapiedi. Insomma, Licata in questo momento è un vero disastro. Mi chiedo spesso, senza che riesca a darmi una risposta plausibile, perché i cittadini che pagano le tasse puntualmente e che si attengono attentamente e scrupolosamente a quelle che sono le norme della civile convivenza e della buona educazione, che a Licata siamo sicuramente la maggioranza, dobbiamo sopportare e convivere con questo stato di cose? Indirettamente questa domanda, con reverenza, la pongo anche a Lei, ma non pretendo certamente che mi risponda. Mi auguro solo che questo mio appello arrivi alla sua attenzione tramite i Social o magari tramite qualche giornale che la mattina Lei passa in rassegna, se qualche giornalista dei due quotidiani siciliani, leggendolo, lo vorrà pubblicare sulla pagina di Agrigento. Se così dovesse essere, la prego Eccellenza, intervenga, Licata sta morendo“.

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