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A Porto Empedocle la ResQ People, la nave di soccorso della onlus presieduta da Gherardo Colombo. Scatta la gara di solidarietà

Da qualche giorno è ormeggiata al porto di Porto Empedocle la ResQ People, la nave di soccorso della onlus ResQ – People Saving People.
Salpata per la prima volta il 7 agosto 2021, la nave ha già effettuato due missioni e salvato 225 persone tra uomini, donne e bambini.
Lunga 39 metri per 300 tonnellate, è nata come nave di ricerca scientifica, ha già solcato il Mediterraneo per salvare vite con il nome di Alan Kurdi.
La ResQ, che batte bandiera tedesca, ha un equipaggio di 20 persone, tra professionisti marittimi e volontari specializzati tra cui medici e infermieri, soccorritori, mediatori culturali, logista e cuoco di bordo.
La nave, inoltre, è attrezzata con due RHIB, due gommoni veloci per avvicinarsi alle imbarcazioni in difficoltà, un ambulatorio medico per prestare assistenza ai naufraghi, e tutte le dotazioni necessarie per operare in sicurezza il soccorso.
“Il progetto ResQ – People Saving People, si legge nel sito della onlus- nasce da un piccolo gruppo di amici, professionisti di varia natura che, stanchi di vedere morire migliaia di migranti nel tentativo disperato di attraversare il Mediterraneo, cercando per sé e per i propri figli un domani migliore, hanno deciso di rompere il muro dell’indifferenza e provare a mettersi in gioco, con un unico obiettivo: restare umani. Presidente onorario è l’ex magistrato Gherardo Colombo.
La onlus, spiega spiega meglio al telefono la Vice presidente, Lia Manzella: “Nasce per salvaguardare la vita e i diritti di chi si trova in pericolo nel Mediterraneo, attraverso missioni di ricerca e soccorso in mare. A terra, invece, ci impegniamo a promuovere una cultura di rispetto dei diritti umani e di tutela della dignità di tutti, organizzando momenti di incontro, approfondimento e sensibilizzazione sui temi del soccorso in mare e della solidarietà”.
Un sostegno che nell’agrigentino giunge puntuale da parte dell’associazione Mariterra di Porto Empedocle: “Grazie alla rete siciliana – scrive l’associazione sui social – siamo stati contattati per fornire assistenza locale come associazione del territorio. Abbiamo conosciuto l’equipaggio che ci ha fatto salire a bordo ed i ragazzi italiani responsabili della logistica di terra. Abbiamo potuto attivare la nostra rete di soci e amici per fornire alloggi, aiuti tecnici e materiali che sono stati fondamentali”.
Infine, lancia un appello: “Vi chiediamo di unirvi a noi per aiutarli anche nella raccolta di beni di prima necessità. Stiamo raccogliendo felpe, calzettoni e cibo a lunga conservazione. La nave salperà da Porto Empedocle il prossimo 11 novembre. L’associazione farà una raccolta solidale nella nostra sede il 9 novembre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20” (per maggiori info e per contatti consultare la pagina facebook di Martiterra) . Anche il Capo delegazione Fai di Agrigento, Giuseppe Taibi, ha fatto visita all’equipaggio portando la solidarietà e la vicinanza della delegazione.
Per la prima volta il FAI, grazie al Progetto Genesi( che dopo Villa Panza a Varese, il Bosco di San Francesco ad Assisi e Casa Noha a Matera, farà tappa al Giardino della Kolymbethra di Agrigento), si occupa di diritti umani calpestati ancora oggi in tanta parte di mondo.
Le opere degli artisti nella collezione Genesi denunciano, infatti, violazioni inaccettabili e suscitano riflessioni che rimandano ai massimi problemi dell’umanità e a questioni esistenziali, personali e collettive.

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