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Agrigento: al Teatro Pirandello con “Il Malato Immaginario”

malato_immaginarioSabato 7, alle ore 20.30, ed alle ore 17 di domenica 8 marzo, ancora uno spettacolo della stagione del teatro “Pirandello” di Agrigento, voluta dal Commissario straordinario del Comune di Agrigento, Luciana Giammanco, e realizzata dal consulente artistico Mario Gaziano.

Per l’occasione Enrico Guarneri è il protagonista de “Il malato immaginario” di Moliére, per la regia di Guglielmo Ferro.
L’opera, presentata da ABC produzioni, vede anche la partecipazione di Vincenzo Volo, Rosario Marco Amato, Francesca Ferro, Giovanna Centamore, Nadia De Luca, Rosario Minardi, Pietro Barbaro, Ciccio Abela, Doriana Nobile e Giovanni Strano. Le scene sono di Salva Manciagli, i costumi di Riccardo Cappello, la realizzazione delle scene di Cinzia Puglisi, mentre direttore di scena è Salvo Patania.

Da molti ritenuto il capolavoro assoluto del teatro di Molière, “Il malato immaginario” narra le disavventure di un ipocondriaco Argante, padre di una bella figlia, marito di una donna opportunista e fedifraga e vittima di uno sciame di dottorini-avvoltoi salassatori e ciarlatani.

I guai cominciano quando, con un patto di matrimonio arbitrariamente siglato, Argante promette la figlia in moglie ad un giovane quanto babbeo dottorino di fresca laurea, in modo da potersi garantire un sereno (…e gratuito) futuro di consulti e ricette. L’ostilità della figlia, segretamente innamorata di Cléante, e la calcolata ingerenza della moglie, algida esecutrice di un piano truffaldino, finiscono per spingere il povero Argante in una fitta trama di inganni, equivoci, burle e finzioni, giocate – per lo più – sulla sua stessa burbera ed inguaribile ingenuità.
Ipocondriaco sino a rasentare la follia, Argante vive di medici e medicine, spiando ossessivamente in se stesso i sintomi di tutte le possibili malattie. Su questa base scattano i meccanismi classici della commedia: una moglie avida, una figlia il cui amore è contrastato salvo poi trionfare al momento buono in un immancabile lieto fine, un gruppo di untuosi ed infidi dottori che si nascondono dietro grandi paroloni in “latinorum”, un fratello savio e una cameriera fedele e astuta come tradizione vuole.

La tradizione teatrale, commettendo forse una forzatura – spiega Guglielmo Ferro nelle sue note alla regia – ha accomunato la malattia del protagonista con la ‘vecchiezza’; identificando, di conseguenza, il ruolo del Malato con un attore anziano o addirittura vecchio. Ma Molière scrive quello che da molti è ritenuto il suo capolavoro assoluto, per se stesso. Quindi per un uomo sui cinquant’anni”.

Un grande attore dell’età di Enrico Guarneri – aggiunge Ferro – restituisce al testo quella sfumatura talvolta dimenticata, ma senz’altro utile alla resa psicologica ed ipocondriaca dell’infermità immaginaria del protagonista”.

 
Ecco, dunque, la grande novità di questo nuovo allestimento: un Argante che vive follemente “tra medici e medicine, circondato da figure che forse lui stesso immagina o crea, nel bisogno assoluto di dissimulare la paura del reale”. Ma un Argante che per questo non usa i panni di un ‘vecchio ipocondriaco’.

I biglietti (23 euro per i posti di platea e palchi in prima fila, 18 euro per i palchi in seconda fila) possono essere acquistati presso il Box office – Sais di piazza Rosselli 5 (tel. 0922 20500) e, un’ora prima dello spettacolo, al botteghino del teatro.
6 marzo 2015.

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