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“Agrigento Punto e a Capo” sul centro storico agrigentino: #Arriminamuni, non aspetta – VIDEO

via san girolamoRiceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Mario Aversa dell’associazione Agrigento Punto a Capo:

Il rischio crollo dell’edificio di Via San Girolamo, il conseguente sgombero di alcune famiglie residenti, l’interdizione degli edifici confinanti, l’interdizione della viabilità dell’intero quartiere e la sospensione del servizio idrico, rappresentano per noi cittadini di Agrigento Punto e a Capo solo la punta di un immenso Iceberg galleggiante sotto i nostri piedi ed è questa consapevolezza che ci spinge a dover sensibilizzare le istituzioni tutte, all’apertura ad una seria riflessione intorno all’antico tema: “Centro Storico – Piano di emergenza – Vie di esodo”.
Non più tardi dell’altro ieri (19 novembre) a causa di un malore accusato da una anziana donna residente nel popoloso quartiere, si è reso necessario il ricorso all’intervento dell’auto ambulanza.
“Si provi ad immaginare la scena con la strada chiusa” (si ricorda che la via San Girolamo rappresenta l’unica via di accesso agli automezzi di soccorso).
Quanto sopra per dire che non è più rinviabile da parte degli organi competenti una seria presa d’atto intorno alle problematiche che da sempre assillano i residenti della città antica.
“Si provi ad immaginare cosa accadrebbe, a causa di un incendio di un’abitazione oppure un crollo tra le strette viuzze come la via Neve, Via Sanso o la Via Sala”;
E della Via Duomo a doppio senso di circolazione ne vogliamo parlare? Mi chiedo come farebbero a transitare i mezzi di soccorso, con le auto in sosta che invadono un’intera carreggiata.
Non voglio pensare a cosa accadrebbe in caso di improvvisa fuga a bordo della propria automobile per una qualsiasi ragione dovuta a calamità.
Alla luce di queste semplici ma credo, abbastanza esaustive riflessioni, come cittadini di A.P.C. che viviamo la città in lungo e in largo, rivolgiamo il seguente appello:
-in primis “alla Deputazione Regionale e Nazionale di cittadinanza Agrigentina, che diano la necessaria doverosa attenzione alla loro città natale non soltanto a chiacchiere, (di quelle ne abbiamo sentite abbastanza) ma, in maniera tangibile, propositiva e definitiva magari ponendo le basi (basta chiacchiere) per il rifacimento della obsoleta rete idrica, causa degli innumerevoli sprofondamenti in ogni dove, nonché, dare luogo ad un serio accertamento della condizione degli oltre 200 ipogei del sottosuolo Agrigentino, spesso causa di dissesti idrogeologici”;
-in secundis: “ai responsabili del locale servizio di Protezione Civile e Pubblica Incolumità, che portino a conoscenza dei cittadini le linee guida sui comportamenti da assumere in caso di emergenza e/o fuga”
Sappiamo che un immane lodevole lavoro teorico è stato fin qui svolto da addetti ai lavori e tecnici professionisti (Piano di Protezione Civile – Lineamenti della Pianificazione) ma finchè questo rimane sulla carta, è tutto tempo perso.

(Guarda il video)

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