fbpx
Regioni ed Enti Locali

Agrigento, via le transenne pubblicitarie

transenne 1Operai del Comune al lavoro stamani in centro città per la rimozione delle transenne pubblicitarie, dopo che il proprietario, l’imprenditore agrigentino Giovanni Parisi, parrebbe non avere corrisposto le imposte relative all’occupazione del suolo pubblico e il canone pubblicitario. 

L’autorizzazione delle suddette transenne risale al lontano 1986, ma l’ultima ordinanza dirigenziale del Settore II – Servizio IV ha messo nero su bianco, diffidando la “Comunicazione Promozionale s.a.s. di Giovanni Parisi” a rimuovere le transenne entro dieci giorni. Diffida che pare non sia stata accolta da parte dell’imprenditore che non avendo ottemperato a quanto disposto dal Comune di Agrigento si è passati alla rimozione “coatta” e la possibile applicazione di una sanzione pecuniaria.

Il caso era già stato oggetto di intervento da parte dell’ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa che insieme ai membri della VI commissione consiliare avevano chiesto all’amministrazione comunale “di attivarsi attivarsi urgentemente convocando la società che gestisce l’impianto di transenne pubblicitarie lungo i marciapiedi della città per effettuare il recupero delle somme dovute e contemporaneamente diffidare la stessa ditta a dismettere le transenne collocate con autorizzazioni nulle“.

Oggi, lo stesso Di Rosa su Facebook dichiara: “Finalmente un altro risultato per ridare decoro e legalità ad una città che per troppo tempo è stata in mano a chi la utilizzava per i propri interessi e per quelli dei suoi amici fregandosene del cittadino“. 

Sul caso, lo stesso Giovanni Parisi ha indetto per giovedì 26 novembre una conferenza stampa per illustrare le proprie ragioni, che sembrerebbero essere discordanti rispetto a quelle indicate nel provvedimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.