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Canicattì, zona artigianale di contrada Bastianella: le precisazioni del sindaco Ettore Di Ventura

A riguardo della vicenda legata all’Area artigianale di c.da Bastianella il sindaco Ettore Di Ventura ci tiene a precisare quanto segue.
“In merito alla vicenda dell’Area Artigianale, preliminarmente occorre precisare che nessuno, dell’Amministrazione Comunale, ha mai manifestato contrarietà rispetto all’utilizzo libero e rispettoso che fanno tanti nostri concittadini dell’area artigianale, ed è proprio per questo motivo che abbiamo autorizzato, qualche anno fa, l’accensione dell’illuminazione pubblica che insiste sulla zona. Tutto ciò ovviamente potrà continuare senza alcuna restrizione (Covid-19 permettendo). Sembra invece che qualcuno voglia far passare il messaggio che la zona artigianale è cosa sua, dove nessuno può prendere decisioni ad eccezione di lui solo, perché solo lui può dire ciò che è bene e ciò che è male, dove si è creato un piccolo feudo ove crede di poter esercitare il mero e misto imperio. Ma un’amministrazione locale, di qualsiasi colore politico essa sia, non può ignorare le diverse segnalazioni, arrivate nelle scorse giornate, riguardanti alcune azioni non conformi a precise norme di legge: installazione di cartelli con sponsorizzazioni commerciali senza alcuna autorizzazione, installazione di panchine di cui si sconoscono caratteristiche e possesso delle certificazioni di legge, persino il cambio di lucchetto in un immobile.
Addirittura dobbiamo apprendere di fantasiose narrazioni sulla effettiva titolarità dell’area, che lasciano il tempo che trovano, perché è ovvio e documentabile che l’area appartiene al patrimonio comunale.
ATTENZIONE: che ben venga il protagonismo civico, purché fatto nel rispetto delle norme e dei regolamenti. La zona artigianale non è un territorio franco, ma fa parte del territorio comunale su cui vigono, come in tutto il suolo nazionale, leggi che disciplinano possibilità, modalità e limiti per fare le azioni prima descritte. Lo ribadiamo a chiare lettere: ben venga la buona volontà, ma queste azioni non possono essere fatte in spregio alle leggi ed in spregio alle persone che queste leggi sono tenute a far rispettare.
Proprio nei prossimi giorni concederemo una autorizzazione ad un gruppo di associazioni che hanno chiesto, nelle forme prescritte, di adottare la scalinata che costeggia la scuola media Gangitano. Quindi, perché nel caso della zona artigianale nessuno ha ritenuto di dover richiedere le necessarie autorizzazioni? Dobbiamo pensare che tutto ciò sia stato organizzato ad arte per provocare l’incidente perfetto?
Venendo alla vera vittima di questa vicenda, il signor Russo, occorre dire che ha rifiutato per ben due volte, e non ne comprendiamo il motivo, l’accesso al Servizio Civico promosso dal Comune di Canicattì.
Sarebbe stato un modo per valorizzare la sua buona volontà e consentirgli di operare nel pieno della legalità. Ma temiamo che dietro questo incomprensibile rifiuto ci sia il richiamo di “sirene” di altro tenore. Di fatto sta diventando strumento inconsapevole di una campagna elettorale che si preannuncia aggressiva.
Infine, in riferimento alla pubblicazione del bando, precisiamo che si tratta di un’operazione che non si può certo avviare e concludere dall’oggi al domani, considerati i lunghi tempi tecnici e burocratici.
Questo è il terzo bando sull’area, e i nostri uffici ci stavano lavorando da diverse settimane. Quindi nessuna decisione improvvisa da parte dell’amministrazione, ma anzi programmata da diverso tempo. Semmai potremmo sostenere l’esatto contrario, ossia che la tensione mediatica degli ultimi tempi è stata creata artatamente proprio in vista della pubblicazione del bando, per creare il malumore e la falsa notizia che si voglia privare la cittadinanza della fruizione di quest’area. Sia chiaro che nessuno impedirà il libero e rispettoso utilizzo ricreativo di quest’area, come è stato concesso fino ad oggi. Ma rimane un nostro preciso obbligo rispettare e far rispettare la legge, e destinare l’area alle attività artigianali, che è il motivo per cui essa è stata realizzata e per il quale il nostro comune paga, annualmente, una rata di 150 mila euro per il mutuo acceso anni fa. Questo per dovere di verità. Chi invece alza i toni, sobilla, inveisce, accende gli animi, sta dimostrando di non avere interesse né per i temi della legalità, né per il benessere e la serenità dei cittadini, ma piuttosto solo interesse per l’uso personalistico e strumentale che di queste situazioni, e della buona fede delle persone, potrà fare.”

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