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Rubrica legis non est lex

Il Tar Lazio condanna il Ministero dell’Interno. Trentacinquenne verrà reclutato presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco

girolamo_rubinoIl Signor M.G. di 35 anni aveva partecipato al concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di 814 posti di vigile del fuoco risultando idoneo;

successivamente, dovendo procedere allo scorrimento della graduatoria concorsuale il giovane veniva convocato per l’accertamento dei requisiti di idoneità psico-fisica ed attitudinali, ma veniva giudicato non idoneo per un asserito deficit dell’acutezza visiva naturale.

A questo punto il candidato, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, proponeva un ricorso davanti al TAR del Lazio contro il Ministero dell’Interno, per l’annullamento, previa sospensione, del giudizio di inidoneità e del conseguente provvedimento di esclusione dalla procedura concorsuale. In particolare gli avvocati Rubino e Piazza hanno prodotto nel fascicolo processuale una certificazione a firma del Dott. Charles Anthony Martorana, Direttore dell’U.O.C. di Oftalmologia del Presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca, attestante il possesso dei requisiti specifici prescritti dal bando del concorso con riferimento al visus naturale del ricorrente.

Si è costituito in giudizio il Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare. Il TAR del Lazio, sezione 1 bis, vista la certificazione medica prodotta dalla difesa del ricorrente, ha disposto una verificazione in contraddittorio presso la direzione di sanità del dipartimento della pubblica sicurezza al fine di accertare l’idoneità del ricorrente, con facoltà delle parti di avvalersi di un proprio consulente di fiducia.

Espletata la verificazione con esito positivo per il ricorrente il tar del lazio, Sezione 1 bis, condividendo le censure sotto il profilo dell’eccesso di potere formulate dagli avvocati Rubino e Piazza ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento di esclusione e condannando il Ministero dell’Interno anche al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in euro millecinquecento, oltre accessori, oltre al rimborso del contributo unificato ed alle spese di verificazione.

Pertanto, per effetto della sentenza resa tra le parti dal Tar del Lazio il ricorrente verrà reclutato in qualità di vigile del fuoco mentre il Ministero dell’Interno pagherà le spese giudiziali.