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Cronaca

Omicidio Pordenone: Giosuè Ruotolo resta in carcere

Teresa-Costanza-Trifone-RagoneGiosuè Ruotolo rimarrà in carcere. E’ quanto ha stabilito, dopo tre ore di camera di consiglio, il Tribunale del Riesame di Trieste rigettando l’istanza di scarcerazione.

Come si ricorderà, Ruotolo è ad oggi l’unico indagato per l’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, barbaramente uccisi nel parcheggio di una palestra a Pordenone poco più di un anno fa. Sorte diversa per la fidanzata del giovane militare, presunto killer della coppia. L’istanza di Rosaria Patrone, posta ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento, è stata infatti accolta. A questa decisione dei giudici Nicodemo Gentile, il legale della famiglia Ragone risponde così: “Siamo soddisfatti perché il carcere è l’unica misura che consente di tutelare l’incolumità fisica dei familiari di Trifone e dei testimoni, nonché di salvaguardare le fonti di prova che il Ruotolo e i suoi fiancheggiatori hanno sempre cercato di inquinare

Con il Riesame sono quattro i giudici che ci dicono che Ruotolo deve rimanere in carcere perchè a suo carico sussistono gravi indizi di colpevolezza relativamente all’omicidio di Trifone e Teresa. La fidanzata comunque rimane indagata per favoreggiamento e dopo aver letto le motivazioni faremo un’analisi più analitica”, conclude Gentile.

Di parere diverso l’avvocato della controparte Roberto Rigoni Stern, che dichiara all’ANSA “Riteniamo che non ci fossero i presupposti per le esigenze cautelari, ma prendiamo atto della decisione del Riesame e attendiamo le motivazioni per vagliare l’eventuale impugnazione proponendo ricorso per Cassazione”.

Come dimostra la posizione della fidanzata Rosaria Patrone – ha aggiunto il legale di Ruotolo – che in origine era indagata per reati connessi all’omicidio volontario e ora è stata rimessa in totale libertà, la situazione è fluida e riteniamo che ci siano tutti i presupposti per dimostrare l’estraneità del mio assistito. Penso che i giudici non se la siano sentita di sovvertire in questa fase un enorme impianto accusatorio che poggia sul lavoro investigativo di un anno, preferendo demandare al Tribunale di entrare nel merito. Siamo persuasi che in quella sede le nostre argomentazioni, che abbiamo espresso oggi per la prima volta , dopo aver finalmente avuto accesso agli atti, avranno la meglio”.

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