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Peppe Vita: storia di un ex “ragazzo” e della sua scommessa imprenditoriale

Un ragazzo di 62 anni, cresciuto ad Agrigento, andato via a 18 anni e tornato a 33 anni, perché senza questo mare e senza questa terra non poteva vivere”.

Esordisce così, Peppe Vita mentre con lo sguardo osserva l’orizzonte. Gli occhi, di un azzurro intenso, scrutano il mare fino a confondersi con il blu del Mediterraneo che, maestoso, si spalanca davanti ad “Oceanomare”, lo storico locale agrigentino che Vita gestisce da più di 20 anni e che, sottolinea, gli ha “permesso di rimanere vivo dentro”. L’Ingegnere-musicista è uno dei personaggi più noti della “Agrigento da bere”.

Una persona che ha sempre inseguito le proprie passioni guidato da un principio, una “Stella Polare”: fare tutto nel rispetto degli altri e, soprattutto, di se stesso: “Si scende a compromessi – confessa – ma fino ad un certo punto. Si tira la barra dritta rispettando sempre tutti”.

Peppe Vita è uno dei proprietari di Oceanomare, il locale che sorge al Viale delle Dune, sulla spiaggia di San Leone: “Oceanomare -spiega – è diventato, negli anni, un punto di riferimento importante per il territorio. Il suo successo è ascrivibile ad un modo nuovo di leggere la spiaggia. Abbiamo, infatti, deciso, approfittando di un nuovo quadro normativo e con una certa dose di follia, di rimanere aperti durante la stagione invernale. Sono, così partiti dei progetti nel vecchio locale, cancellato dal mare perchè – denuncia – è mancato, a livello regionale, un controllo del fenomeno erosivo delle spiagge. Ci siamo trasferiti, così, in una location più bella e sicura – continua l’Ingegnere – portando il nostro marchio ed il nostro modo di vivere la spiaggia. La nostra attività è apprezzata, oramai, anche a livello nazionale. Il locale è stato frequentato da famose band come, ad esempio La Bandabardò, gli Almamegretta , i 99 Posse, Tinturia. Ospiti di Oceanomare sono stati, inoltre, musicisti come Francesco Cafiso, Gegè Telesforo e Giuseppe Milici. Questi artisti sono diventati i nostri testimonial più grandi a livello nazionale. Diverse, inoltre, le rassegna jazz organizzate in inverno, quando, una situazione più raccolta, ci consentiva di enfatizzare un clima di assoluta gradevolezza”.

Il segreto di questo successo?
Penso che buona parte del successo lo dobbiamo, principalmente, ai tanti nostri amici che hanno creduto in noi e ci hanno, così, permesso di crescere. Poi, alla nostra mentalità imprenditoriale; abbiamo sempre reinvestito parte degli introiti del locale per migliorarci e migliorare l’offerta. Abbiamo investito in cultura che è il motore di tutto; un popolo senza cultura è un popolo che non esiste. Se proponi qualcosa di culturalmente valido e di spessore vieni seguito e cresci. È accaduto, anche, che non siamo riusciti a coprire i costi di concerti. È successo, per esempio, con i Tinturia, l’anno scorso. Ma dovevamo festeggiare i 20 anni di attività e regalare qualcosa di bello ed emozionante alla Città. Lo rifarei ancora, non solo per l’affetto che ho nei confronti di Lello Analfino, ma per l’alto livello musicale che la band riesce ad esprimere in concerto.”

Progetti futuri?
Continueremo ad investire in cultura e nelle grandi manifestazione, come ad esempio, FestiValle, organizzeremo le grandi rassegne musicali e il consueto concerto de il “1 Maggio in spiaggia.”

Mi piace chiudere l’intervista spiegando ai nostri lettori chi è Peppe Vita…
Peppe Vita è un ragazzo di 62 anni (sorride), cresciuto ad Agrigento, andato via a 18 anni e tornato a 33 anni, perché senza questo mare e senza questa terra non poteva vivere. Un uomo che ha rinunziato ad una carriera di ingegnere perché ha capito che la sua strada era un’altra. Oceanomare è stata una scommessa iniziata quasi per gioco, ma che si è trasformata in una realtà imprenditoriale solida che conta diversi dipendenti. Consapevole (diventa serio) che tutto quello che hai conquistato non è per sempre.”

Ci salutiamo, mentre Peppe si presta per una foto. Lo sguardo rivolto al mare si illumina ancora.

Luigi Mula

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