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Racalmuto, parte il servizio di tutela dei cani randagi e prevenzione del randagismo

emilio messanaE’ partito il servizio di tutela dei cani randagi e di prevenzione del randagismo a Racalmuto. Non si articolerà più sulla cattura e ricovero presso un canile, con costi onerosi per la nostra comunità“. Ad annunciare l’importante novità è il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana (in foto).

Insieme ai volontari che a Racalmuto assistono i cani randagi – aggiunge il sindaco – abbiamo elaborato un modello che prevede la cattura, il ricovero presso il rifugio di Canicattì, la microchippatura, la sterilizzazione e il rilascio dell’animale randagio nel territorio. Il cane sterilizzato diventa meno aggressivo e marca il territorio comunale, proteggendolo dall’intrusione di altri randagi. Diventa fondamentale, a questo punto, il coinvolgimento dei nostri volontari nell’opera di sensibilizzazione e partecipazione della nostra comunità alla cura dei cani randagi“.

Naturalmente, – sottolinea Messana – chi vorrà potrà adottare il cane e potranno pure promuoversi adozioni di quartiere. Sperimentare un nuovo modello rispetto alla soluzione “canile” non è stato facile. Insieme all’assessore Alessi e al tecnico comunale Geom. Ignazio Romano abbiamo chiamato a raccolta e recepito le istanze dei nostri volontari, i quali si sono pure costituiti nell’associazione “Qua la zampa” per rendere più efficiente ed organizzata la loro azione“.

Grazie al supporto dell’Asp Servizio Veterinario di Agrigento,in particolare nella persona del Dott. Cavaleri, si è potuto prevedere un servizio che coniugasse il benessere del cane, la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini. Insieme al Comune di Canicattì, con il Sindaco Corbo, l’Ass. Guarneri e il Dott. Adamo, il Comune di Racalmuto ha elaborato una convenzione per l’utilizzo del rifugio per cani che si trova nella loro città.

La legge regionale infatti prevede e favorisce la gestione sovracomunale del randagismo, perché un’azione concertata e condivisa, soprattutto tra comuni confinanti, consente nel medio periodo di contenere il fenomeno. Coordinare uffici ed istituzioni non è stato semplice e, finalmente, venerdì scorso la ditta Pansica ha accalappiato i primi quattro cani. 

Con l’avvio del servizio si procederà ad un controllo capillare del territorio e si assegnerà un termine per microchippare i cani, perché buona parte del randagismo scaturisce dall’irresponsabilità di quanti abbandonano gli animali per strada.

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