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Sciacca, truffa aggravata all’AGEA: sequestrati beni

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Sciacca e del Comando per la Tutela Agroalimentare di Messina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Sciacca – Dott. M. Marrone – hanno eseguito su ordine del G.I.P. del Tribunale di Sciacca – Dr. Alberto Davico – un sequestro di beni per un valore complessivo di 90mila circa tra denaro contante (bloccato su un conto corrente), terreni agricoli e fabbricati riconducibili a due nuclei familiari di Burgio e Ribera.

L’indagine nasce da complesse verifiche condotte a partire dal 2019 dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Sciacca a cui, data la specifica competenza tecnica in materia, si sono affiancati nel corso del tempo i colleghi del Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina. I primi accertamenti, condotti anche con l’ausilio di mappe satellitari, muovevano dalla conduzione di alcuni terreni facenti parte del patrimonio dei nuclei familiari di Ribera e di Burgio, in relazione al cui sfruttamento per la produzione agricola erano stati elargiti a tali famiglie contributi da parte dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) per le campagne agricole a partire 2014.

Concentrando le indagini sul quinquennio 2015-2020, veniva appurato che l’azienda agricola della 47enne di Burgio in quel lasso di tempo aveva percepito dall’A.G.E.A. contributi per circa 90mila euro, sia per lo sfruttamento ai fini della produzione agricola di terreni già confiscati ai sensi delle normative antimafia a esponenti della famiglia mafiosa dell’area a cui era lei stessa legata da vincoli di parentela, sia per lo sfruttamento ai fini della produzione agricola di terreni presi in locazione sulla base di contratti risultati essere a firma falsa, allorquando i legittimi proprietari dei terreni medesimi, almeno sulla carta, risultavano essere estranei alla truffa in atto. Resta da chiarire chi e come abbia accertato l’esistenza formale dei titoli esibiti. per il percepimento dei contributi in questione, atteso che per legge tale compito spetta al C.A.A. (Centro Assistenza Agricola) competente per territorio.

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