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Cultura

Accademia di Studi Mediterranei: consegnati i premi internazionali “Empedocle”

Giovanni FiandacaUna Fondazione che si prefigge lo scopo di ridurre la mortalità dovuta a rischio clinico, cioè la possibilità per il paziente di riportare un danno o disagio,imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza.

In parole povere promuovere un costante miglioramento della rete di prima emergenza nella nostra Isola attraverso la preparazione di medici ed infermieri nell’ambito della chirurgia e della medicina di urgenza per garantire agli utenti cure sicure ed efficaci. L’ha istituita nel 2006 il prof. Giovanni Fiandaca, uno dei destinatari del premio internazionale “Empedocle per le scienze umane in memoria di Paolo Borsellino, assegnato dall’Accademia di Studi Mediterranei, con il sostegno economico dell’Ente Parco Archeologico e del Comune e giunto ormai alla sua ventiduesima edizione.
Ma questo non è ovviamente l’unico merito di Fiandaca che vanta meriti professionali di prim’ordine. Professore ordinario di diritto penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo dal 1982, ha cominciato la sua carriera accademica presso l’Università di Catania come docente di diritto penale dell’economia e, più di recente, ha insegnato presso l’Università Kore di Enna e la Scuola di Specializzazione per le professioni legali “G. Scaduto” di Palermo. È stato componente laico prima del Consiglio Superiore della magistratura militare e successivamente (1994-1998) del Consiglio Superiore della magistratura] ordinaria.
Dal 1998 al 2001 è stato presidente della commissione di studio istituita dal Ministero di Grazia e Giustizia per il riordino e la riforma della legislazione in materia di criminalità organizzata. Nel 2002 ha contribuito alla nascita di un movimento cittadino, rinominato dalla stampa “dei professori”, su temi della legalità e dello sviluppo e nell’ultimo triennio è stato vicepresidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale. È stato componente della Commissione Pisapia per la riforma del Codice Penale (2006) e dal 2007 è direttore del Dipartimento di Studi Europei e dell’Integrazione Internazionale DEMS dell’Università degli Studi di Palermo e coordinatore scientifico di diversi progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea. Nel triennio 2008-2011 è stato componente del Comitato Scientifico del CSM per la formazione professionale dei magistrati. Dal 2012 è direttore del Master in diritto e processo penale presso l’Università telematica Pegaso di Napoli. Da giugno 2013 è presidente della commissione istituita presso il Ministero della Giustizia per elaborare una proposta di interventi in tema di criminalità organizzata.
È autore insieme a Enzo Musco di un manuale di diritto penale in quattro volumi e di lavori monografici su diversi argomenti del diritto penale. Da più di vent’anni coordina la parte penale della rivista Foro Italiano e collabora con diverse testate giornalistiche nazionali. Fra i suoi ultimi scritti, La mafia non ha vinto. Il labirinto della Trattativa. (con S. Lupo, Ed. Laterza, 2014), nel quale analizza con sguardo critico l’impostazione giuridica del processo relativo alla cosiddetta trattativa Stato – mafia.
Nell’aprile 2014 è stato candidato nella circoscrizione Sicilia-Sardegna alle elezioni europee per il PD, risultando il primo dei non eletti per la circoscrizione Italia insulare con 76.409 preferenze.
Il secondo premiato è Gabriele Nissim, protagonista delle lotte studentesche del ’68 a Milano, si è sempre occupato della realtà culturale e politica dell’Europa orientale . Nel 1982 ha fondato L’Ottavo Giorno, rivista italiana dedicata ai temi del dissenso nei paesi dell’est europeo.
Ha realizzato, inoltre, numerosi documentari per le reti televisive di Canale 5 e della Svizzera Italiana sull’opposizione clandestina al comunismo, sui problemi del post-comunismo e sulla condizione ebraica nell’Est. Ha lavorato per i periodici Panorama e Il Mondo e per i quotidiani Il Giornale e Corriere della Sera.
È presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti che ricerca in tutto il mondo i Giusti di tutti i genocidi.
Per Mondadori ha pubblicato nel 1995 Ebrei invisibili. I sopravvissuti dell’Europa orientale dal comunismo ad oggi (con Gabriele Eschenazi), nel 1998 L’uomo che fermò Hitler. La storia di Dimitar Peshev che salvò gli ebrei di una nazione intera, nel 2003 Il tribunale del bene. La storia di Moshe Bejski, l’uomo che creò il Giardino dei Giusti (ora nella collezione Oscar). Per Bruno Mondadori, insieme ad altri, ha scritto Storie di uomini giusti nel Gulag. Una delle sue ultime pubblicazione è La bontà insensata, una ricerca sul comun denominatore che unisce tutte le figure che si sono opposte e ancora si oppongono ai genocidi e ai totalitarismi nel mondo. In Una bambina contro Stalin si narra la storia di un comunista italiano, Gino De Marchi, espatriato in URSS, arrestato e fucilato senza processo nel periodo delle grandi purghe staliniane e della battaglia che la figlia Luciana condusse coraggiosamente per la riabilitazione della memoria paterna.
Nissim ha ricevuto numerosi premi internazionali ed è stato protagonista di numerosi avvenimenti internazionali. E’ stato artefice della costruzione del museo dedicato ai Peshev a Kustendil in Bulgaria nel 2001, ha promosso la costruzione del “Giardino dei Giusti di tutto il mondo” nella città di Milano, ha realizzato, sempre nella città lombarda, nel parco Valsesia, il primo parco italiano dedicato alle vittime delgulag nel 2004 e poi a Levashovo nei pressi di San Pietroburgo il 29 giugno del 2007 ha inaugurato il memoriale dedicato alle mille vittime italiane deltotalitarismo sovietico. È stato promotore di grandi convegni internazionali sul tema dei giusti.
Sua è stata la proposta, appoggiata da personalità ed associazioni di tutto il mondo, di istituire una Giornata europea dei Giusti. In tal senso il Parlamento europeo il 10 maggio 2012 ha deliberato che sarà celebrata ogni anno il 6 marzo in tuta Europa. A cento anni dal Genocidio armeno, il 21 aprile 2015 ha pubblicato il volume La lettera a Hitler (Mondadori), che ripercorre la vita e il pensiero dello scrittore tedesco Armin Theophil Wegner, spirito libero che ha saputo vedere il male e ha cercato di contrastarlo ovunque si manifestasse nel mondo.
Di altrettanto elevato spessore, soprattutto per il suo impegno contro la mafia e per la crescita dei quartieri a rischio, anche il terzo premiato. Padre Francesco Michele Stabile e nato a Bagheria il 29.9.1939, Conseguito il baccellierato in teologia nel seminario arcivescovile di Palermo è stato ordinato presbitero nel 1962 ed ha continuato gli studi presso la Facoltà di storia della chiesa della Pontificia Università Gregoriana di Roma e si è laureato in storia della chiesa con indirizzo di storia moderna il 21.dicembre 1976. Dottore della stessa materia dal 27 aprile1979, l’ha insegnata nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Palermo dal 1971 al 1981 quando è andato ad occupare la catedra della stesa materia alla Facoltà teologica di Sicilia a Palermo fino al 1985. Dal 1980 al 1984 è stato Vicario episcopale del cardinale Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Palermo. Dal 1985 al 1999 è stato docente di religione nelle scuole medie di secondo grado.
Cultore di storia moderna nella Facoltà di Giurisprudenza, corso di laurea in Scienza politiche, di Palermo ha svolto lezioni, seminari, commissioni di esami preso la cattedra diretta dal prof. Francesco Renda; E’ stato professore a contratto presso la cattedra di Filosofia della Politica nella Facoltà di Scienze Politiche di Palermo negli anni 1991-1992 e 1992-1993; dal 1999 è docente di storia delle dottrine ecclesiologiche presso la Facoltà Teologica di Sicilia.
E’ segretario organizzativo del Centro Cesare Terranova, presidente del Centro Sociale S. Francesco Saverio in Palermo; delegato arcivescovile nella Commissione per il riconoscimento del martirio di Don Giuseppe Puglisi ucciso dalla mafia ed amministratore parrocchiale nel settembre 2001 e parroco della Parrocchia S. Giovanni Bosco in Bagheria dal 2006;
E’ stato relatore in molti convegni di storia moderna e contemporanea. In preparazione alla mostra su Pietro Novelli ha lavorato per la ricerca archivistica su Pietro Novelli per conto della Galleria regionale di Palazzo Abatellis, oltre che per una ricerca storica sulla committenza ecclesiastica nel seicento, pubblicata nel catalogo. Ha partecipato alla trascrizione di manoscritti e del Diario del marchese di Villabianca per conto della Casa editrice Elvira Sellerio. Ha organizzato convegni e diffuso la cultura della legalità. Impegnato nella liberazione dalla mafia, la sua ricerca e la sua azione privilegiano il rapporto tra Chiesa e mafia, la religiosità popolare e la crescita religiosa, sociale e culturale nei quartieri a rischio.

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