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Agrigento, bimbo da coppia omogenitoriale: è polemica

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli della Sicilia, manifesta pubblicamente il proprio “disappunto per la grave violazione di legge commessa dal Sindaco di Agrigento, che con un atto di prepotenza, scavalcando la competenza e soprattutto il legittimo operato dell’Ufficio di Stato Civile (come riferito dalla stampa), ha trascritto illegittimamente all’anagrafe comunale l’atto di nascita di un bambino, concepito da una donna con la tecnica della fecondazione eterologa”.

“In virtù del suddetto atto arbitrario del Sindaco – scrivono per il COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI della Sicilia Vincenzo Cuntreri – AGRIGENTO; Giovanni Minuta –AGRIGENTO; Salvatore Gallo – CALTANISSETTA – ENNA; Salvatore Graci – CALTANISSETTA; Maria Letizia Russo – PALERMO-TRAPANI; Nino Amato – PALERMO-TRAPANI; Umberto Bringheli – MESSINA; Luca Basilio Bucca – MESSINA; Giovanna Giuffrida – CATANIA; Ferdinando Raffaele – CATANIA; Salvatore Cilio – SIRACUSA; Salvatore Cammisuli – SIRACUSA; Alessia Giaquinta – RAGUSA; Gualtiero Tedeschi – RAGUSA; Giorgio Tumminello -RAGUSA -, la madre naturale del bambino e la di lei compagna hanno ottenuto di figurare nei registri anagrafici come genitori legittimi (madre-madre) del bambino. Come risaputo la tecnica di fecondazione cd eterologa prevista e regolata dalla legge (N.40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita) non può essere applicata a coppie di persone dello stesso sesso; questo a tutela del superiore diritto (cd. best interest) del bambino ad avere un padre e una madre di sesso differente. In aggiunta la stessa Costituzione (Art.29) riconosce e garantisce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” tra uomo e donna, requisito imprescindibile previsto anche dal Codice Civile, che espressamente parla (Art.143) di “marito e moglie”, per indicare il naturale luogo in cui può avvenire la nascita e la crescita dei figli. Da quanto sopra consegue l’illegittimità dell’atto di trascrizione”.

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“Nella gloriosa città dei templi, che svettano verso il cielo quasi ad indicare l’anelito verso l’infinito e la verità sull’uomo; nella città che fu patria di Pirandello, autore geniale che con la sua opera si è scagliato contro le innumerevoli maschere umane, che tradiscono la verità e la giustizia sull’uomo e su ciò che lo circonda, il Sindaco ha deciso di tradire non soltanto la legge, ma anche la verità, facendo dire al Comune di Agrigento, con un atto di prepotenza frutto della “cd ideologia del desiderio”, che un bambino può essere figlio di due madri ed essere privo di padre; quindi, da una parte, accogliendo il “desiderio” contra legem di due donne ad avere un bambino che la natura avrebbe loro -in quanto coppia- negato; dall’altra negando al bambino il “legittimo diritto”ad essere accolto in una famiglia con un padre e una madre”.

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“In conclusione questo comitato insiste sulla necessità che il Sindaco, quale Ufficiale Territoriale di Governo rispetti la legge e non la violi e con la sua amministrazione si occupi dei veri gravi problemi che interessano la comunità civile. Auspica, inoltre (seguendo il coraggioso e legittimo esempio della Procura di Roma su un caso analogo https://www.centrostudilivatino.it/esiste-dunque-un-magistrato-a-roma/ ) un intervento della Procura competente per territorio, per la violazione dell’ordine pubblico interno, che la trascrizione dell’atto illegittimo di cui sopra, ha comportato. Ricorda infine il limpido e imperituro esempio del Giudice Dott. Rosario Livatino, prossimo per la Chiesa intera agli onori degli altari, quale autentico servitore della legge e dello Stato, definito da tutti coraggioso testimone della giustizia e della legalità, quindi della verità”, conclude la nota.

 

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