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Arezzo, il professor Francesco Pira relatore di un convegno nazionale sul Cyberbullismo

logo museo comunicazione ArezzoSu invito del Colonnello Orazio Anania, Presidente dell’Associazione “L’arte di Apoxiomeno” il sociologo, professor Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina terrà una relazione al

Convegno nazionale “Comunicazione, un’arma a doppio taglio: cyberbullismo e i pericoli di internet” che si svolgerà ad Arezzo presso l’Auditorium Montetini nel Palazzo Comunale in collaborazione con il Museo dei mezzi di comunicazione di Arezzo. L’evento è organizzato il prossimo 25 ottobre 2016 e vedrà la partecipazione dei professori Igor Righetti, esperto di comunicazione e conduttore televisivo e radiofonico, del professor Fausto Casi, Direttore del Museo dei Mezzi di comunicazione di Arezzo e del professor Anselmo Grotti, docente di Filosofia della Comunicazione e Dirigente Scolastico. Un interessante momento di confronto nazionale sul cyberbullismo necessario ed opportuno.

Il professor Francesco Pira, sociologo ed esperto in nuovi media, è anche docente presso l’Università Salesiana di Venezia (IUSVE) .Ha coordinato importanti ricerche sul rapporto tra bambini, pre-adolescenti e adolescenti e nuove tecnologie. Co-autore e autori di vari libri: Bambini mai soli davanti la tv; Videogiocando; Infanzia, Media e Nuove tecnologie, Giochi & Videogiochi ecc… Sull’argomento ha scritto articoli per quotidiani e settimanali nazionali ed è stato ospite di importanti trasmissioni televisive e radiofoniche.

“Ringrazio il Colonnello Anania per questa nuova e importante occasione di confronto a livello nazionale. Ogni giorno le pagine dei giornali e le immagini dei tg, ma anche i social network ci informano o ci disinformano su casi incredibili quanto inquietanti di Cyberbullismo, dell’aumento del Sexiting (la trasmissione di immagini a sfondo erotico e sessuale attraverso cellulari e internet) ed addirittura di adolescenti e pre-adolescenti che adescano i compagni di scuola proponendo prestazioni sessuali in cambio di indumenti o oggetti. In atto c’è una nuova sfida per noi educatori e per i genitori: affrontare questa emergenza ma attrezzarsi per prevenire fenomeni che possono fornire al pre-adolescente o all’adolescente una realtà difforme della vita che dovrà affrontare. Una sfida che può essere vinta. Una partita che va giocata. Non per essere apocalittici ma per fare sana autocritica sulla nuova genitorialità e sulle nuove responsabilità”.

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