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Caso “Sea Watch 3”, nave con migranti entra in acque italiane: chiesta autorizzazione allo sbarco

Si trova in acque italiane la nave della Ong tedesca “Sea Watch 3” con a bordo ancora 47 migranti. Nelle scorse ora era stato autorizzato lo sbarco di 18 migranti fra bambini, genitori di quest’ultimi e soggetti in precarie condizioni di salute.

La nave ha fatto rotta verso le coste italiane dopo l’annuncio del comandante di dirigersi verso Lampedusa, chiedendo la revoca del diniego di ingresso per ragioni umanitarie che supererebbero le motivazioni addotte nella direttiva del Viminale.

Ferma la posizione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini che aveva affermato: “Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali. Non cambiamo idea: porti chiusi per chi non rispetta le leggi, mette in pericolo delle vite, minaccia. Una Ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia“.

Il ministero dell’Interno non cambia idea e non autorizza lo sbarco, se qualcuno non è d’accordo si prende la responsabilità pubblica di dirlo e di autorizzarlo. Sono complici dei trafficanti – fanno sapere dal Viminale – abbiamo buoni motivi per pensarlo e per dirlo“.

Una ferma decisione che non ha fermato il comandante della nave Ong di entrare in acque italiane. La vicenda è seguita anche dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella e dal pm Alessandra Russo presenti dull’isola di Lampedusa per gli interrogatori sul caso della nave “Mare Jonio”.

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