fbpx
Regioni ed Enti Locali

Continua la raccolta a singhiozzo in due province: oltre 50 automezzi in fila in attesa di scaricare i rifiuti a Siculiana

RifiutiContinua a restare critica la situazione davanti ai cancelli della discarica di Siculiana.

Non si sblocca infatti, quella sorta di “imbuto” in cui si trova la strada che conduce all’impianto di contrada materana dove confluiscono i rifiuti di 40 comuni siciliani, 25 dell’agrigentino e 15 della provincia di Caltanissetta, capoluoghi compresi.

Da domenica notte infatti, gli automezzi sono costretti a mettersi in fila per potere scaricare i rifiuti all’interno dell’impianto della Catanzaro Costruzioni. I mezzi dei 40 comuni, sono incolonnati ormai da quattro giorni e per ognuno di loro che riesce a scaricare, ne arrivano altri 3 o 4 che sono in attesa di farlo. Il risultato è che anche oggi, ci sono in fila una cinquantina di automezzi già pronti per domani mattina visto che l’impianto, anche stamane ha chiuso poco dopo le 9.30 dopo avere raggiunto le 500 tonnellate di rifiuti trattabili.

Dalla Regione non arriva alcun provvedimento risolutivo che potrebbe essere un’ordinanza temporanea anche di qualche giorno con cui grossi comuni della zona est della provincia come Canicattì, Licata e la stessa Caltanissetta, possano scaricare a Lentini dove la discarica di Coda di Volpe della Sicula Trasporti, ha un’ampia capacità di biostabilizzazione. In questo modo, si darebbe ai comuni più piccoli e al capoluogo agrigentino, la possibilità di riuscire a svuotare tutti i mezzi nel giro di 3 o 4 giorni e fare tornare a regime il servizio di raccolta e smaltimento.
Oggi intanto, ad Agrigento i mezzi hanno potuto effettuare parte della raccolta solo a metà giornata una volta tornati da Siculiana dove solo alcuni compattatori hanno avuto l’accesso in discarica. E così sarà ancora per giorni e giorni se qualcuno non si deciderà ad intervenire.

Il corto circuito del comparto rifiuti, questa volta, è stato causato dalla chiusura per tre giorni dell’impianto di Siculiana per dei controlli che la Catanzaro doveva effettuare all’impianto di biostabilizzazione temporaneo. Chiusura per la quale non è stata operata alcuna alternativa con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Annamaria Martorana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.