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Italia Salute

Inizia la riflessione sulle stragi del Covid-19 che ha ucciso quasi 200 fra medici e infermieri – VIDEO

Nei quasi 30 mila morti che l’Italia sta scontando con l’irruzione della pandemia ci sono quasi 200 fra medici e infermieri, coloro che sono stati in prima linea nelle condotte o in ospedale.

Il Paese è ancora stordito dalla “tempesta perfetta” che minaccia ancora e che pretenderà molto tempo per essere del tutto disinnescata. L’ha scatenata un virus che ha dimostrato di essere un cavallo di Troia di ultima generazione, tanto potente e subdolo da indugiare in Business Class, in crociera per poi esplodere a poco poco nelle città europee e di tutto il mondo tanto da impedire ad “Enea” di salvare Anchise dalle città in fiamme, nell’incredibile dramma delle RSA che non si è consumato solo in Italia.

Come tutti i nostri colleghi europei anche noi giornalisti dell’equipe italiana di Euronews, di stanza in Francia, ci domandiamo ogni giorno cosa accade e cosa è accaduto per determinare tutte queste morti prima in Italia e poi nel resto d’Europa dopo l’esplosione dell’epidemia nella lontana Cina. Sebbene fino ad oggi l’efficacia del servizio sanitario nazionale abbia mostrato notevoli progressi tecnico-scientifici che hanno permesso di curare di più e meglio il criterio della produttività economica e dell’ottimizzazione ha progressivamente dismesso ospedali e posti letto che in queste settimane sono stati ricostruiti in modo affannoso per non dire disperato. Qui vi proponiamo alcune veloci riflessioni di autorevoli rappresentanti della sanità italiana che per primi sono solidali con tutti i colleghi mancati ed anche con quelli che continuano la battaglia per strappare alla morte le persone che sono state infettate. I nostri ospiti sono: Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani Angelo Testa, Presidente dello SNAMI, Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani Dario Reggio, medico dell’Ospedale Le Molinette a Torino.

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