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Regioni ed Enti Locali Salute

“Management del carcinoma della mammella: la gestione multidisciplinare fa la differenza”, specialisti multidisciplinari a confronto al “San Giacomo d’Altopasso”

È stata l’aula magna dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso a Licata, a ospitare, questa mattina, il convegno sul tema “Management del carcinoma della mammella: la gestione multidisciplinare fa la differenza”, organizzato dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento con il patrocinio di Simg e Fimmg.
“L’Ordine dei medici incontra il territorio – afferma Santo Pitruzzella, presidente di Omceo Agrigento – Dopo il convegno a Sciacca, oggi siamo a Licata per affrontare un tema di rilevante importanza sul carcinoma della mammella, organizzato dai dottori Curella, Rabita, Puma, dai medici dei reparti di Oncologia, Radiologia e Chirurgia e dagli psicologi, che offre il contributo degli specialisti nella soluzione del problema dal punto di vista scientifico e psicologico e sottolinea l’importanza dei progressi scientifici fatti nel settore. In una sola parola Breast Unit, il centro di riferimento senologico diretto nell’Agrigentino da Antonino Savarino. Oggi, dunque, un momento di incontro con i colleghi altamente formativo perché, diciamolo, l’aggiornamento e la formazione sono la nostra mission, la nostra stella polare”.

La presenza dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri al San Giacomo d’Altopasso non passa inosservata a Pietro Curella, direttore del convegno, che si dice “orgoglioso di avere portato il convegno a Licata. Ringrazio – dichiara – il presidente Pitruzzella e l’intero Consiglio d’Ordine per la loro presenza così come il primario di Oncologia e Breast Unit di Agrigento, il dottore Antonino Savarino, che opera su tutto il territorio provinciale in maniera egregia”.

Nel corso del convegno, dunque, si è discusso di tumore della mammella. Una malattia che Antonino Savarino, primario di Oncologia e Breast Unit al San Giovanni di Dio, definisce “estremamente importante e a grande impatto sociosanitario. Il convegno è articolato in tre sessioni – spiega Savarino – La prima sessione si occupa delle novità relativamente alle donne che hanno un alto rischio ereditario per sviluppare il tumore alla mammella. Durante la seconda sessione faremo il punto sulle innovazioni che riguardano le terapie, la chirurgia e la radioterapia e ci sarà un momento in cui si dibatterà sulla ricostruzione della mammella mentre la terza sessione riguarda i grandi progressi fatti dall’Oncologia medica nel trattamento del tumore della mammella in fase precauzionale e avanzata. Abbiamo anche pensato a due casi clinici presentati con clip di cortometraggio, guidati da me e dai colleghi di Oncologia, dove vengono mostrate le caratteristiche dell’incontro tra medico e paziente, della comunicazione della diagnosi e della terapia. Casi trattati alla fine del 2020 riproposti oggi, tre anni dopo, per vedere come avremmo probabilmente cambiato il percorso di terapia alla luce delle innovazioni scientifiche e tecnologiche. In ultimo, daremo lettura della situazione della Breast Unit, oggi sede di centro di riferimento regionale, e presenteremo il Pdta seguito dalle nostre pazienti. Un percorso di efficienza ed efficacia che solo il modello organizzativo della Breast Unit può consentire”.

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