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Agrigento, operazione “Kerkent”: Massimino graziò trentenne dopo uno “sgarro”

Uno “sgarro” che non è stato punito con un omicidio. Il presunto boss Antonio Massimino, principale figura del blitz antimafia scattato ieri denominato “Kerkent”, avrebbe “graziato” un giovane di Porto Empedocle dopo l’incendio ad un motorino commesso a danno di un suo gregario.

Un vero e proprio affronto che sarebbe stato risolto con una “soluzione alternativa”, nei fatti evitando quello che poteva essere un omicidio. Il tutto sarebbe emerso da alcune intercettazioni rilevate nell’ottobre del 2015 e che avrebbero visto l’intervento del presunto boss agrigentino subito dopo essere tornato libero dopo la condanna rimediata nell’operazione denominata “San Calogero”.

Secondo quanto emerso dagli atti del gip il boss sarebbe poi intervenuto imponendo al trentenne empedoclino di restituire un ciclomtore di pari valore alla vittima.

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