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Amministrative Agrigento: il quadro delle coalizioni dei candidati a Sindaco

municipio-di-agrigentoPronti, partenza, via. Sembra oramai entrare nel vivo la campagna elettorale che il prossimo 31 maggio e 1 giugno, vedrà gli agrigentini scegliere la nuova amministrazione comunale.

Con le ultime prese di posizione da parte di Forza Italia (con Silvio Alessi ndr) e gli accostamenti sempre più insistenti del Pd nei confronti del sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, si è delineato il quadro complessivo delle coalizioni.

SILVIO ALESSI | Dal voto delle primarie dello scorso 22 marzo sembrava lui l’unica “vittima”, nonostante un voto popolare democratico che gli consentiva di avere strada libera in un percorso politico che vedeva riunire varie anime politiche: dal Pd a costole di Forza Italia. Una situazione forse fin troppo scomoda per lo stesso patron dell’Akragas che oggi ne esce comunque vincitore incassando il sostegno, non tanto scontato, di Forza Italia, oltre che del Patto per il Territorio e del Pdr di Michele Cimino. In questo quadro sembra così svanire il tentativo del coordinatore provinciale del Patto per il Territorio, Piero Macedonio, di “dissociarsi” dalle prese di posizione del deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, nell’ottica di spianare la strada per il reintegro in coalizione (Agrigento 2020 ndr) del Pd.

GIUSEPPE ARNONE | Forse l’unico vero candidato di centrosinistra. Dopo la vittoria alle primarie di Silvio Alessi, la candidatura del noto avvocato agrigentino esce in maniera dirompente per rompere gli schemi. Nessun partito alle spalle, ma solo una lista civica al suo fianco. Sicuramente una candidatura “scomoda” per molti, ma che offrirà una opportunità in più soprattutto a quell’elettorato di centrosinistra, deluso dalle ultime mosse politiche del Pd.

ANDREA CIRINO | L’ex consigliere comunale aveva già da tempo annunciato la propria candidatura. Sposando il progetto politico di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, ad oggi sembra essere l’unico candidato di “partito” che mette la faccia rispetto ad un quadro in cui tutti si “spacciano” per “nuovi” e appartenenti al mondo “civico”. Con il progetto della Meloni, come anticipato, si schiera il movimento demopolitico “DiPiù” del leader Marco Arcuri.

EMANUELE DALLI CARDILLO | Dopo le polemiche sulla sua candidatura, interne alle dinamiche del Movimento 5 Stelle di Agrigento, l’avvocato agrigentino è uscito forte da un consenso assembleare che ha visto partecipi anche vari esponenti regionali del movimento di Beppe Grillo. Come nello spirito pentastellato, la sua candidatura sarà solo sostenuta dalla lista ufficiale certificata. Una novità per Agrigento, visto che queste elezioni amministrative sono il primo banco di prova per i 5 stelle agrigentini.

GIUSEPPE DI ROSA | Anch’esso, come Andrea Cirino, ex consigliere comunale, ha annunciato da sempre la volontà di diventare primo cittadino della città dei Templi. Dopo i dissensi con l’ex sindaco Marco Zambuto (un rapporto di odio e amore potremmo definirlo), l’ex vicepresidente del consiglio si schiera con liste civiche e appartenenti alla società civile.

CALOGERO FIRETTO | Con l’attuale deputato regionale scende in campo uno schieramento tutt’altro che “civico” ma fortemente politicizzato. È infatti lui il collante di anime politiche ideologicamente e apparentemente lontane, ma unite da un unico scopo: mettere il “capello” su una vittoria per molti scontata ed avere così le chiavi per amministrare la città dei Templi. Con lui infatti, al di là dei simboli e delle liste, si associano nomi quali l’On. Roberto Di Mauro, il Sen. Giuseppe Ruvolo, il ministro Angelino Alfano e non ultimo l’intero Partito Democratico; partito quest’ultimo che dopo avere sconfessato le primarie della grande coalizione di Agrigento 2020 si è inizialmente ritrovato “orfano” con il rischio di non avere un ruolo in queste attese elezioni.

MARCO MARCOLIN | Situazione alquanto difficile per il “leghista” sceso al Sud che ad oggi, nonostante l’iniziale entusiasmo dettato dalla “novità”, vede perdere parti di associazioni e movimenti, primo fra tutti il movimento demopolitico “DiPiù” (oggi con Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale), che con entusiasmo avevano sposato il progetto leghista. Un matrimonio non durato a lungo e che mette in seria discussione il proseguo della candidatura del deputato veneto. Nodo da sciogliere è infatti quali saranno le liste che sosterranno la candidatura.

LEO PELLEGRINO | Esce forse con qualche ritardo l’ufficializzazione della candidatura di Leo Pellegrino. L’ex democristiano, parte svantaggiato rispetto ad una campagna elettorale già avviata da tempo. Recupererà?

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