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Cronaca Regioni ed Enti Locali

“Giano Bifronte”, un sistema corruzione per avere prestiti agevolati: giro da oltre 9 milioni di euro – FOTO E VIDEO

Ventotto persone indagate, due le custodie cautelari in carcere, cinque gli arresti domiciliari e dieci gli obblighi di soggiorno. Sono questi i numeri dell’operazione della Guardia di Finanza, denominata “Giano Bifronte“, coordinata dal sostituto procuratore di Agrigento, Andrea Maggioni.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle, coordinate dal comandante provinciale, Fabio Sava, hanno smascherato un giro di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio aggravata dal fatto che ha ad oggetto la stipulazione di contratti nei quali è interessata l’Amministrazione alla quale appartiene il corrotto, nonché reati che vanno dalla falsità ideologica commessi da un pubblico ufficiale e abuso d’ufficio. 

Un’operazione che ruota attorno a due figure principali, quella di Antonio Vetro e Paolo Minafò. Sarebbero loro, secondo quanto portato oggi a conoscenza dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, i due personaggi principali che avrebbero avuto un ruolo di primo piano portando avanti una serie di atti corruttivi. Minafò è infatti uno dei funzionari dell’Irfis FinSicilia spa, l’Ente regionale con sede a Palermo che eroga prestiti a tasso agevolato (delibera sulla base dei progetti presentati e sulla loro sostenibilità da parte dei privati imprenditori ndr), e che allo stesso tempo è socio occulto della Intersystem srl, una società che si occupa di consulenze, dove opera Antonio Vetro. Un “doppio” ruolo che ha portato al nome dell’inchiesta di “Giano Bifronte“.

Le imprese che avessero voluto ottenere un prestito sarebbero potute andare in uno degli sportelli Irfis e richiederlo; in questo caso preferivano andare alla Intersystem poichè vi era un “sistema” dove grazie a Vetro e soprattutto alla presenza di Minafò si garantiva la presunta erogazione dei prestiti. Il tutto con l’intermediazione presunta di Angelo Incorvaia e Valerio Peritore della Omnia srl che si occupavano del rapporto con i privati imprenditori. Dell’istruzione della pratica si sarebbero invece occupati Patrizia Garofalo e Nicola Galizzi quale socio occulto della D.I. Progetto e Finanza.

Dalle indagini sarebbero almeno venti i presunti episodi scoperti, dodici dei quali di competenza della Procura della Repubblica di Agrigento, sette di quella palermitana e un caso di competenza della Procura di Caltanissetta.

L’inchiesta è stata spiegata nei dettagli stamani dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, dal sostituto Andrea Maggioni e dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, Fabio Sava.

E’ un sistema – sottolinea il procuratore capo Luigi Patronaggio – che penalizza le imprese del territorio e tolgono risorse alle imprese sane“.

(Guarda le videointerviste)

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